I Fondi d'Investimento Immobiliare

Un Vademecum sui Fondi Comuni d'Investimento Immobiliare

La predilezione degli italiani per gli investimenti nel mattone è risaputa e consolidata da decenni.

La maggioranza dei nostri concittadini continua ad indirizzarsi verso il settore immobiliare, preferendolo ad altri strumenti più innovativi, ed anche chi non dispone di sostanziosi capitali può far fruttare i propri risparmi.

Coloro che non dispongono di liquidità sufficiente ad affrontare una compravendita, oppure preferiscono non vincolarsi ad una decisione per certi impegnativa, possono infatti ricorrere ai fondi comuni di investimento immobiliare.

Attraverso tali strumenti il singolo investitore può optare per la sottoscrizione di un fondo, curato da Banche o da Società di Gestione del Risparmio.

In base alla normativa vigente il fondo deve ottenere il via libera da parte della Consob ed entro un anno dalla data in cui viene reso pubblico il prospetto informativo è necessario che la raccolta del denaro richiesto per l'investimento venga completata.

I risparmiatori sottoscrivono quindi le singole quote, aventi il medesimo valore unitario, fino al raggiungimento della cifra complessiva che consente di mettere a frutto il capitale.

La durata del fondo è prestabilita fin dall'inizio e al termine del periodo, di almeno cinque anni, si procede con la liquidazione di coloro che hanno sottoscritto il fondo.

Qualora desideraste approfondire la materia, vi ricordiamo che la normativa di riferimento è racchiusa nella legge 86 del 25/01/1994 e nelle modifiche ad essa apportate dal TUIF.